Un intervento chirurgico effettuato con ritardo, può danneggiare il paziente, ma occorre procedere alla valutazione caso per caso.

Per stabilire, infatti, se il danno lamentato dal paziente sia effettivamente stato provocato dal ritardo nell’esecuzione dell’intervento chirurgico, occorre indagare e verificare la sussistenza del nesso causale tra il ritardo ed il danno lamentato, in base agli artt. 40 e 41 c.p. In altre parole bisogna accertare se l’evento di danno si sarebbe comunque verificato, anche in assenza del ritardo.

Tale modus operandi è stato recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 122/2020, con la quale gli Ermellini hanno richiamato i criteri di accertamento del nesso causale e la diversa valutazione in ambito civile e penale:

  • Accertamento probatorio in ambito civile: nell’accertamento del nesso causale occorre fare riferimento alla regola del “più probabile che non”.
  • Accertamento probatorio in ambito penale: si deve fare riferimento alla regola della prova “oltre ogni ragionevole dubbio”.