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IL CASO G.E. – RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE SANITARIA

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G.E. a causa dell’errata esecuzione di intervento per asportazione di una cisti per fibromatosi uterina con sospetta neoplasia, eseguito presso l’Azienda Ospedaliera S.A., doveva subire un secondo intervento per via delle aderenze e versamenti pleurici ed ascitici insorti.

Il primo intervento, eseguito in maniera errata, provocava alla G.E. l’ostruzione dell’uretere a causa delle aderenze che mettevano in stretto contatto l’ovaio con il tratto terminale dell’uretere.

Nonostante la G.E. venisse sottoposta al secondo intervento per risolvere l’ostruzione ureterale, con resezione e riposizionamento dell’accesso sulla vescica, non recuperava totalmente il rene, la cui funzionalità risultava comunque ridotte di oltre i ¾.

La G.E si rivolgeva alla Adriatica Infortuni Srl per verificare la sussistenza della responsabilità dei sanitari dell’Azienda Ospedaliera S.A. ed ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Accertata le responsabilità dei sanitari grazie a consulenze medico specialistiche e medico-legali, si procedeva dapprima con Mediazione. Successivamente, atteso l’esito negativo del procedimento di Mediazione, si intentava la causa civile che si concludeva con il riconoscimento della responsabilità dei sanitari della Azienda Ospedaliera S.A. per il danno differenziale provocato alla G.E. con condanna al pagamento della somma di Euro 35.000,00 a titolo di risarcimento nei confronti della G.E. oltre interessi, con condanna alle spese del giudizio.

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