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RESPONSABILITÀ MEDICA PUÒ CONFIGURARSI ANCHE SE SONO RISPETTATE LE LINEE GUIDA

responsabilita medica

 

Il fatto che il medico abbia rispettato alla lettera le linee guida, non vale da solo ad esonerarlo dalla responsabilità nei confronti de paziente.

È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 10175/2020 con la quale gli Ermellini hanno affermato che la colpa del medico non piò essere esclusa per il semplice fatto che sia accertato che il medesimo ha operato nel rispetto delle linee guida. Occorre infatti valutare la colpa medica con riguardo al caso specifico e verificare che il sanitario abbia debitamente preso in considerazione il quadro clinico specifico del paziente.

IL CASO: un medico veniva condannato, con conferma in sede di appello, alla pena, sospesa, della reclusione di un anno e risarcimento alle parti civili per il reato di omicidio colposo, per non aver prescritto la terapia adeguata ad un paziente, poi deceduto per emorragia. L’imputata ricorreva per Cassazione.

LA DECISIONE: La Corte accoglie il ricorso, annulla la sentenza e rinvia per un nuovo esame a una nuova sezione della Corte D’Appello poiché, a suo parere, il giudice aveva omesso di ” …verificare, in base al meccanismo contro-fattuale, che l’azione (doverosa) omessa avrebbe impedito l’evento, secondo un giudizio di alta probabilità logica, fondato non solo su affidabili informazioni scientifiche, ma anche sulle contingenze significative del caso concreto, tale motivazione risulta lacunosa nella parte in cui si limita ad affermare la sussistenza del nesso causale alla luce del mero dato statistico ed astratto, prescindendo completamente dalla situazione concreta e, cioè, dalle condizioni specifiche della paziente (…) dai tempi ordinari e specifici di efficacia della terapia omessa; dalla stessa evoluzione della patologia trombotica e dall’analisi del relativo grado di gravità al momento in cui si sarebbe dovuta iniziare la terapia omessa.” Quindi i giudici del merito hanno erroneamente e del tutto illogicamente escluso il rischio emorragico come indicato dai consulenti del P.M. sulla base di linee guida. Secondo gli Ermellini il percorso motivazionale non è corretto, considerato che il rispetto delle linee guida non può escludere che il medico debba valutare il caso concreto e quindi il complessivo quadro clinico del paziente, che potrebbe comportare cure ed esami diversi da quelli indicati dalle linee guida.

 

 

 

 

 

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