L’invalidità permanente conseguenza di sinistro stradale, non può essere accertata esclusivamente tramite radiografia. Il Medico legale, nell’ accertamento dei postumi, può prescindere dalla valutazione della radiografia, purché segua comunque criteri medico-legali rigorosi ed oggettivi.
È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 9865/2020 con la quale gli Ermellini hanno chiarito che non si può escludere la sussistenza della invalidità permanente in mancanza di esami strumentali a supporto della richiesta di risarcimento del danno biologico.
IL CASO: la vittima di un sinistro stradale agiva in giudizio al fine di ottenere il risarcimento dei danni tutti subiti, patrimoniali e non; si vedeva riconoscere, a titolo di risarcimento del danno biologico, la sola inabilità temporanea, mentre gli veniva negato il riconoscimento della invalidità permanente. Il danneggiato pertanto ricorreva per Cassazione.
LA DECISIONE: la Suprema Corte ha ritenuto errata la sentenza della Corte territoriale nella parte in cui ha affermato l’insussistenza della invalidità permanente sulla base della carenza di esami strumentali. La conclusione parte dalla considerazione dell’art. 139 Codice delle Assicurazioni Private, precisando che la detta disposizione ha lo scopo di evitare che l’accertamento del danno biologico avvenga esclusivamente basandosi sul criterio “anamnestico” e quindi su quanto riferito dal danneggiato. Occorre invece, necessariamente, basarsi su criteri scientifici medico-legali.