Per i danni riportati a causa della caduta sulle scale all’uscita del ristorante, il cliente danneggiato deve proporre la domanda risarcitoria al Giudice competente in base al foro del consumatore.

La ratio risiede nel contratto di ristorazione che lega l’avventore al ristorante e trattasi di foro inderogabile e rilevabile d’ufficio. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 13562/2020.

IL CASO: una donna cadeva sulla scalinata del ristorante in cui era stata a pranzo e conveniva in giudizio la proprietà dello stesso al fine di ottenere il risarcimento dei danni riportati a causa della caduta.

Si costituiva la Controparte eccependo anche l’incompetenza territoriale del giudice adito.Il Tribunale superava la problematica affermando che l’attore aveva agito ex artt. 2051 e 2043 c.c. e quindi per la responsabilità extracontrattuale e non contrattuale, desumendo da tale circostanza la “inapplicabilità alla fattispecie dello speciale foro del consumatore, non risultando in discussione il rapporto contrattuale intercorso fra le parti“. La danneggiata proponeva ricorso per violazione dell’art. 38 c.p.c., lamentando l’omessa disamina del foro del consumatore e la mancata considerazione di tutti i fori territoriali concorrenti nella fattispecie.

LA DECISIONE: la Corte ha accolto il ricorso e dichiarato la competenza del Tribunale del luogo di residenza del consumatore e dunque del danneggiato. Infatti gli Ermellini hanno affermato che il giudice del merito, erroneamente, non ha escluso che non sia stata proposta anche azione contrattuale, che deve considerarsi invece svolta in quanto nel ricorso introduttivo del giudizio veniva evidenziato che il danneggiato era entrato nel ristorante esclusivamente per consumare un pranzo, è pertanto innegabile la sussistenza del contratto di ristorazione. Il Tribunale pertanto, del tutto erroneamente, non ha rilevato ed applicato il foro del consumatore, quale foro inderogabile e rilevabile d’ufficio.