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RC AUTO: RIVOLUZIONE IN VISTA – DA DUE ANNI A 90 GIORNI PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO

Adriatica InfortuniAdriatica Infortuni

Una proposta di riforma che potrebbe cambiare radicalmente il panorama dell’assicurazione RC auto in Italia sta facendo discutere il mondo assicurativo e le associazioni dei consumatori. Due emendamenti al disegno di legge per la concorrenza, presentati dai parlamentari Damiani (Forza Italia) e Ancorotti (Fratelli d’Italia), propongono di ridurre drasticamente i tempi a disposizione per richiedere un risarcimento dopo un incidente stradale: dagli attuali due anni a soli 90 giorni.

Secondo la vigente normativa, il diritto al risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli si prescrive in due anni, come stabilito dall’articolo 2947 c. 2 Codice Civile. Tuttavia, quando il fatto costituisce reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile.  Principio confermato anche dalla più recente giurisprudenza, la quale chiarisce che, “quando il fatto costituisce reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile ai sensi dell’art. 2947 comma 1 cod. civ., sicché per le lesioni personali colpose derivanti da sinistro stradale trova applicazione il termine prescrizionale di sei anni previsto per il delitto”.

Il Codice delle Assicurazioni Private disciplina attualmente la procedura di risarcimento, prevedendo termini specifici per la formulazione delle offerte da parte delle compagnie: 60 giorni per i danni alle cose e 90 giorni per i danni alla persona.

La giurisprudenza ha inoltre precisato che la richiesta di risarcimento deve contenere tutti gli elementi necessari per consentire all’assicuratore di accertare le responsabilità e stimare il danno.

Le Novità Proposte e l’Obiettivo Antifrode

La proposta di riduzione dei termini si inserisce in un più ampio pacchetto di misure volte a contrastare le frodi assicurative, fenomeno che influisce direttamente sui costi delle polizze per tutti gli automobilisti. Il legislatore ha già introdotto negli anni passati diverse misure antifrode potenziando gli strumenti di prevenzione e contrasto delle frodi nel settore assicurativo.

Oltre alla riduzione dei termini, il pacchetto prevede:

Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni dei consumatori, esternando forte preoccupazione alla proposta e definendo la riduzione dei termini “un colpo durissimo per gli automobilisti” e sottolineando come “nei casi più complessi – lesioni gravi, sinistri con più veicoli, controversie sulla dinamica – 90 giorni sono assolutamente insufficienti per un’istruttoria completa”.

La questione centrale del dibattito riguarderà il delicato equilibrio tra l’esigenza di contrastare le frodi assicurative e la tutela dei diritti del danneggiato. Il sistema attuale già prevede numerosi strumenti antifrode, come evidenziato dalla normativa in materia di repressione delle frodi e dalle procedure di verifica previste dal Codice delle Assicurazioni.

Nel 2024 infatti i sinistri stradali denunciati alle Compagnie Assicurative hanno superato quota 2,5 milioni, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2023 ma con un lieve ridimensionamento del fenomeno frodi: circa un quarto delle denunce – il 24,5% – presenta elementi di sospetto, in calo rispetto al 26,2% dell’anno precedente ma comunque superiore ai valori registrati nella prima metà del decennio, quando nel 2014 i sinistri a rischio di frode si aggiravano intorno  al 19,3%.

Prospettive Future

Prima di diventare legge, le modifiche dovranno ricevere il parere favorevole dei ministeri competenti (Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Ministero dell’Economia) e superare l’iter parlamentare. Il pacchetto di circa 450 emendamenti depositati in commissione Industria al Senato verrà messo al voto nelle prossime settimane.

La riforma, qualora approvata, rappresenterebbe un cambiamento epocale nel settore dell’RC auto, richiedendo ai danneggiati di agire con estrema rapidità per non perdere il diritto al risarcimento. Resta da vedere se il legislatore saprà trovare il giusto equilibrio tra l’efficacia nella lotta alle frodi e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, come auspicato dalle associazioni di categoria che chiedono di “rafforzare i controlli e i processi di denuncia e risarcimento” piuttosto che “tagliare i diritti fondamentali dei cittadini”.

La questione rimane aperta e il dibattito parlamentare sarà decisivo per definire il futuro del sistema assicurativo italiano, in un settore che tocca direttamente milioni di automobilisti e che richiede soluzioni equilibrate e sostenibili per tutte le parti coinvolte.