Il danno morale, se dimostrato, può essere riconosciuto anche nei casi di risarcimento da micropermanente.

Con la recente sentenza del 27.8.2015 la Corte di Cassazione ha stabilito che il danno morale può essere riconosciuto anche nei casi di risarcimento da micropermanente, ma la domanda deve essere supportata da idonea allegazione.

La Cassazione torna ad esaminare una fattispecie di grande interesse per la collettività, quale è appunto il risarcimento danni derivante da sinistro stradale, e sancisce che, anche in caso di danno da micropermanenti, deve ritenersi consentita la liquidazione del danno morale come voce di danno non patrimoniale, in aggiunta al danno biologico previsto dall’art. 139 del Codice delle Assicurazioni private.

Come è noto, infatti, l’art. 139 , relativo al “danno biologico per lesioni di lieve entità” prevede un sistema di liquidazione sulla base di una specifica tabella adottata con Decreto del Presidente della Repubblica, che determina in maniera uguale per tutti, il risarcimento delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra uno e nove punti di invalidità.

La Corte ha ritenuto che il mancato riconoscimento del danno morale nelle lesioni micropermanenti, creerebbe una incomprensibile ed ingiustificata differenziazione tra danni di lieve entità derivanti da causa diversa dal sinistro stradale, liquidati normalmente, ed i danni da sinistro stradale, che, in conseguenza della applicazione della citata Tabella, avrebbero una minore tutela del danneggiato. Per ottenere il danno morale è però necessario provare di averlo sofferto e necessita quindi una idonea allegazione, sia in punto di fatto, che di documentazione medica.