{"id":3241,"date":"2021-07-16T18:54:23","date_gmt":"2021-07-16T16:54:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/?p=3241"},"modified":"2022-02-25T13:42:41","modified_gmt":"2022-02-25T13:42:41","slug":"maltrattamenti-dagli-infermieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/maltrattamenti-dagli-infermieri\/","title":{"rendered":"MALTRATTAMENTI DAGLI INFERMIERI"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019infermiere che tiene atteggiamenti vessatori nei confronti dei pazienti, comportandosi volutamente nei loro confronti in maniera brusca ed offensiva, commette <strong>reato di maltrattamenti<\/strong> previsto e punito dall<span style=\"color: #0000ff;\">\u2019<a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.brocardi.it\/codice-penale\/libro-secondo\/titolo-xi\/capo-iv\/art572.html\"><strong>art. 572 c.p.<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p>\u00c8 quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>sentenza n. 25116\/2021<\/strong>, <span style=\"color: #000000;\">a<\/span><\/span>ll\u2019esito del procedimento avviato da un\u2019infermiera condannata per il reato di maltrattamenti, che proponeva\u00a0il ricorso per Cassazione\u00a0 per contraddittoriet\u00e0 e manifesta illogicit\u00e0 della sentenza di appello, in relazione alla sussistenza degli elementi soggettivi ed oggettivi del reato contestato, essendo emersa dall&#8217; istruttoria la mancanza del dolo.<\/p>\n<p><strong>LA DECISIONE: <\/strong>la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, avendo la Corte d&#8217; Appello valutato correttamente le risultanze probatorie, dalle quali era evidente che<strong> l\u2019imputata si rivolgeva sistematicamente alla persona offesa con gesti violenti e parole aggressive ed offensive.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo gli Ermellini, il comportamento violento tenuto dall\u2019infermiera era certamente volontario e la medesima non poteva non essere consapevole di provocare sofferenze fisiche e psicologiche.<\/p>\n<p>Quindi la corte d\u2019Appello ha correttamente applicato il principio secondo cui &#8220;<em>anche la situazione derivante da un clima instaurato all&#8217;interno di una comunit\u00e0, in conseguenza di atti di sopraffazione indistintamente e variamente commessi a carico delle persone sottoposte al potere di soggetti attivi, integri l&#8217;abitualit\u00e0 della condotta di cui all&#8217;art. 572 c.p.<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la Corte d\u2019Appello ha correttamente applicato i principi relativi all&#8217;elemento soggettivo del reato, in quanto il dolo dei maltrattamenti richiede solo la\u00a0<strong>coscienza e la volont\u00e0 nel continuare a tenere una condotta vessatoria e lesiva della personalit\u00e0<\/strong>\u00a0<strong>della vittima<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infermiere che tiene atteggiamenti vessatori nei confronti dei pazienti, comportandosi volutamente nei loro confronti in maniera brusca ed offensiva, commette reato di maltrattamenti previsto e punito dall\u2019art. 572 c.p. \u00c8 quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 25116\/2021, all\u2019esito del procedimento avviato da un\u2019infermiera condannata per il reato di maltrattamenti, che proponeva\u00a0il ricorso per Cassazione\u00a0 per contraddittoriet\u00e0 e manifesta illogicit\u00e0 della sentenza di appello, in relazione alla sussistenza degli elementi soggettivi ed oggettivi del reato contestato, essendo emersa dall&#8217; istruttoria la mancanza del dolo. 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