{"id":3178,"date":"2021-05-14T18:28:24","date_gmt":"2021-05-14T16:28:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/?p=3178"},"modified":"2022-02-25T13:42:53","modified_gmt":"2022-02-25T13:42:53","slug":"i-sintomi-dellinfarto-atipico-vanno-riconosciuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/i-sintomi-dellinfarto-atipico-vanno-riconosciuti\/","title":{"rendered":"I SINTOMI DELL&#8217;INFARTO ATIPICO VANNO RICONOSCIUTI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il medico che non riconosce i sintomi atipici di un infarto, \u00e8 chiamato a rispondere dei danni risentiti dal paziente<\/strong>.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitare che l\u2019infarto non sia preannunciato dal classico dolore toracico, bens\u00ec da segnali atipici &#8220;\u2026<em>non riconducibili univocamente a un corteo sintomatologico specifico e inequivocabile<\/em>&#8220;. Un medico deve comunque saperli riconoscere!<\/p>\n<p>\u00c8 quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la <a href=\"https:\/\/www.cortedicassazione.it\/corte-di-cassazione\/\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><u>sentenza n. 16843\/2021<\/u><\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>IL CASO<\/strong><strong>: <\/strong>un uomo, che lamentava <strong>dolore alle braccia<\/strong>, si recava in pronto soccorso riferendo che la sera precedente aveva avuto un <strong>episodio di vomito<\/strong>. I medici, non riconoscendo i sintomi descritti come sintomi di cardiopatia ischemica acuta, lo dimettevano. Successivamente il paziente decedeva, i suoi familiari agivano in giudizio e la vicenda culminava in Cassazione.<\/p>\n<p><strong>LA DECISIONE<\/strong>: secondo gli Ermellini i medici avrebbero dovuto capire che il paziente aveva un infarto in corso, in quanto c\u2019erano &#8220;\u2026<em>tutte le condizioni che suggerivano, ed anzi imponevano al medico di turno di esperire accertamenti onde pervenire a una diagnosi differenziale, ossia di considerare l&#8217;ipotesi &#8211; tutt&#8217;altro che remota che i sintomi presentati \u2026 potessero essere correlati a episodio di cardiopatia ischemica acuta e che si dovesse pertanto procedere ad accertamenti in tale direzione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Accolto quindi il ricorso dei familiari della vittima, avendo la Corte riconosciuto la <strong>sussistenza del nesso di causalit\u00e0 tra la condotta omissiva dei sanitari ed il decesso del paziente.<\/strong><\/p>\n<p>Afferma infatti la Corte che: &#8220;\u2026<em>ove i necessari esami diagnostici fossero stati eseguiti \u2026 nella prospettiva di una diagnosi differenziale, l&#8217;episodio infartuale acuto in corso \u2026 sarebbe stato immediatamente accertato, il paziente sarebbe stato immediatamente avviato all&#8217;unit\u00e0 di terapia intensiva coronarica, ove gli sarebbe stata praticata la defibrillazione e, <strong>con elevato grado di probabilit\u00e0 logica, il paziente stesso si sarebbe salvato<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il medico che non riconosce i sintomi atipici di un infarto, \u00e8 chiamato a rispondere dei danni risentiti dal paziente. 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