{"id":31306,"date":"2024-02-15T20:53:14","date_gmt":"2024-02-15T20:53:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/?p=31306"},"modified":"2024-02-15T20:53:14","modified_gmt":"2024-02-15T20:53:14","slug":"errata-rimozione-del-neo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/errata-rimozione-del-neo\/","title":{"rendered":"ERRATA RIMOZIONE DEL NEO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019errato intervento di chirurgia estetica effettuato per la rimozione di un neo, comporta per il paziente il diritto al risarcimento del danno a titolo di <strong>danno differenziale<\/strong>, che si determina mettendo a confronto il risultato effettivo e quello che invece il danneggiato avrebbe ottenuto se l\u2019intervento fosse stato eseguito correttamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL CASO<\/strong><strong>: <\/strong>una donna agiva in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni subiti per un intervento di rimozione di un neo eseguito male. La richiesta risarcitoria comprendeva anche il danno morale nonch\u00e9 le spese per ulteriori interventi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La danneggiata assumeva di essersi sottoposta all\u2019intervento per rimuovere sia il neo che i peli che lo ricoprivano. La ferita per\u00f2 si presentava piuttosto profonda e, dopo la cicatrizzazione, si formava un cheloide rosso sul quale ricrescevano i peli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Durante una visita di controllo, il medico informava la donna che sarebbe stato necessario un ulteriore intervento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>LA DECISIONE<\/strong>: all\u2019esito del giudizio per accertamento tecnico preventivo, dalla CTU risultava che la paziente aveva subito, oltre al danno prettamente estetico,\u00a0 anche un danno psicologico, a causa dell\u2019errata condotta del medico, non conforme alla prassi medico-chirurgica e alle <em>leges artis.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il Tribunale adito (di Rieti) con sentenza \u00a0n. 525\/2023 ha accolto le richieste risarcitorie formulate dalla danneggiata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In particolare il Giudice ha ribadito che &#8220;<em>in materia di responsabilit\u00e0 medica da interventi di chirurgia estetica, il danno differenziale deriva dalla comparazione fra il risultato effettivamente ottenuto e l&#8217;efficienza estetica che il paziente, data la condizione preesistente, avrebbe conseguito in caso di intervento ben eseguito e ben riuscito<\/em>&#8220;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Inoltre, il Tribunale ha accolto anche le richieste risarcitorie relative alla sfera psicologia, avendo l\u2019attrice formulato in maniera analitica le varie voci di personalizzazione del danno.\u00a0 Tal riguardo\u00a0 \u00a0il Giudice ha richiamato la giurisprudenza, ormai consolidata, in base alla quale le tabelle di valutazione del danno contengono gi\u00e0 forfettariamente il danno non patrimoniale e, per la personalizzazione, occorre formulare in modo analitico le voci di danno, altrimenti si avrebbe una duplicazione risarcitoria non ammissibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019errato intervento di chirurgia estetica effettuato per la rimozione di un neo, comporta per il paziente il diritto al risarcimento del danno a titolo di danno differenziale, che si determina mettendo a confronto il risultato effettivo e quello che invece il danneggiato avrebbe ottenuto se l\u2019intervento fosse stato eseguito correttamente. IL CASO: una donna agiva in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni subiti per un intervento di rimozione di un neo eseguito male. La richiesta risarcitoria comprendeva anche il danno morale nonch\u00e9 le spese per ulteriori interventi. 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