{"id":31105,"date":"2022-10-20T16:47:57","date_gmt":"2022-10-20T16:47:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/?p=31105"},"modified":"2022-10-20T16:47:57","modified_gmt":"2022-10-20T16:47:57","slug":"raggi-ai-pazienti-in-modo-indiscrimiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/raggi-ai-pazienti-in-modo-indiscrimiato\/","title":{"rendered":"RAGGI AI PAZIENTI IN MODO INDISCRIMIATO"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\">\u00c8 REATO SOTTOPORRE AI RAGGI I PAZIENTI IN MODO INDISCRIMINATO<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il paziente pu\u00f2 essere sottoposto a raggi x per esigenze indilazionabili, contestuali ed integrate all\u2019intervento, altrimenti il medico commette reato.<br \/>\nLa Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il tema e confermato la condanna di un dentista, respingendone il ricorso, con sentenza n. 36820\/2022.<br \/>\nIL CASO: il dentista aveva esposto molti dei suoi pazienti a raggi x senza che ve ne fosse la necessit\u00e0 diagnostica e senza valutare eventuali svantaggi. Il medesimo veniva ritenuto responsabile del reato di cui all\u2019art. 14 dlgs n.187\/2000 e ricorreva in Cassazione, adducendo che l\u2019esito dell\u2019esame era stato fondamentale per scegliere i piani terapeutici adeguati. Trattandosi infatti di interventi di implantologia, il medico si difendeva affermando che era stato indispensabile eseguire preventivamente i raggi per verificare l\u2019esatta struttura ossea della bocca.<br \/>\nLA DECISIONE: la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo infondati i motivi, in quanto il giudice del merito ha correttamente affermato che gli accertamenti cui il dentista aveva fatto sottoporre i pazienti erano carenti dei requisiti di contestualit\u00e0, indilazionabilit\u00e0 ed integrazione, che sono imprescindibili per l\u2019esposizione alle radiazioni ionizzanti, in quanto espressamente prescritti dalla normativa di riferimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LINKS:<\/p>\n<ul>\n<li>PER <strong><u>sentenza n. 36820\/2022: <\/u><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cortedicassazione.it\/corte-di-cassazione\/\">https:\/\/www.cortedicassazione.it\/corte-di-cassazione\/<\/a><\/p>\n<ul>\n<li>PER <strong><u> 14 dlgs n.187\/2000:<\/u><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2000\/07\/07\/000G0236\/sg\"><strong>https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2000\/07\/07\/000G0236\/sg<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tweet<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Share<\/strong><\/li>\n<li><strong>Share<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 REATO SOTTOPORRE AI RAGGI I PAZIENTI IN MODO INDISCRIMINATO Il paziente pu\u00f2 essere sottoposto a raggi x per esigenze indilazionabili, contestuali ed integrate all\u2019intervento, altrimenti il medico commette reato. 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Il medesimo veniva ritenuto responsabile del reato di cui all\u2019art. 14 dlgs n.187\/2000 e ricorreva in Cassazione, adducendo che l\u2019esito dell\u2019esame [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2676,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[524],"tags":[],"class_list":["post-31105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31105"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31106,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31105\/revisions\/31106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}