{"id":3080,"date":"2021-02-11T12:38:14","date_gmt":"2021-02-11T11:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/?p=3080"},"modified":"2022-02-25T13:43:11","modified_gmt":"2022-02-25T13:43:11","slug":"infezioni-da-piercing-risponde-il-tatuatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/infezioni-da-piercing-risponde-il-tatuatore\/","title":{"rendered":"INFEZIONI DA PIERCING : RISPONDE IL TATUATORE"},"content":{"rendered":"<p>Il tatuatore che provoca un\u2019infezione per non aver disinfettato gli strumenti, \u00e8 responsabile per le lesioni subite dal cliente.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la<strong>\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.cortedicassazione.it\/corte-di-cassazione\/\">sentenza<\/a><u>\u00a0n. 32870\/2020<\/u>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>IL CASO:<\/strong> una ragazza aveva riportava una grave infezione all\u2019orecchio dopo ch<\/span>e un tatuatore le aveva praticato un piercing.<\/p>\n<p>Il tatuatore veniva condannato alla\u00a0multa di Euro 500,00 per il reato di\u00a0<strong>lesioni personali colpose<\/strong>\u00a0di cui all&#8217;<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.brocardi.it\/codice-penale\/libro-secondo\/titolo-xii\/capo-i\/art590.html?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=articolo&amp;utm_content=nav_art_prec_top\">art 590 c.p.<\/a> <\/span><\/strong>e al risarcimento dei danni subiti dalla cliente, parte civile.<\/p>\n<p>A suo carico, il mancato rispetto delle norme igieniche, accertatosi che aveva agito con negligenza imperizia ed imprudenza.<\/p>\n<p>In appello la sentenza veniva riformata, avendo il Tribunale ritenuto il reati estinto per prescrizione.<\/p>\n<p>L&#8217;imputata per\u00f2 ricorreva comunque in Cassazione ritenendo che il Tribunale avesse omesso di considerare <strong>la cattiva igiene personale della persona offesa, che pu\u00f2 aver causato l&#8217;infezione<\/strong>, quindi la propria condotta potrebbe non essere stato &#8220;<em>l&#8217;unico possibile fattore scatenante della malattia<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>LA DECISIONE: <\/strong>La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, considerando che era stato accertato che <strong>I TEMPI IN CUI \u00c8 SORTA L&#8217;INFEZIONE DIMOSTRANO LA NEGLIGENZA DELLA TATUATRICE<\/strong><\/p>\n<p>Secondo gli Ermellini, infatti, il Tribunale correttamente applicato la regola di giudizio &#8220;al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio&#8221; e <strong>nel caso di specie \u00e8 stato senza dubbio accertato che \u00a0l&#8217;imputato non ha fatto ricorso all&#8217;utilizzo di disinfettanti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;infezione si \u00e8 manifestata uno\/due giorni dopo<\/strong> l\u2019applicazione del piercing, circostanza confortata dalle prove testimoniali. Quindi l\u2019infezione \u00e8 insorta in tempi molto brevi, tali da far correttamente concludere il giudice che l\u2019infezione sia stata provocata esclusivamente dal piercing e quindi dalla condotta negligente, imprudente ed imperita del tatuatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tatuatore che provoca un\u2019infezione per non aver disinfettato gli strumenti, \u00e8 responsabile per le lesioni subite dal cliente. \u00c8 quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la\u00a0sentenza\u00a0n. 32870\/2020. IL CASO: una ragazza aveva riportava una grave infezione all\u2019orecchio dopo che un tatuatore le aveva praticato un piercing. Il tatuatore veniva condannato alla\u00a0multa di Euro 500,00 per il reato di\u00a0lesioni personali colpose\u00a0di cui all&#8217;art 590 c.p. e al risarcimento dei danni subiti dalla cliente, parte civile. A suo carico, il mancato rispetto delle norme igieniche, accertatosi che aveva agito con negligenza imperizia ed imprudenza. In appello la sentenza veniva riformata, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3081,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[569],"tags":[],"class_list":["post-3080","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vantaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3080","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3080"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3080\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30909,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3080\/revisions\/30909"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3081"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3080"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3080"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3080"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}