{"id":1912,"date":"2018-04-11T14:13:28","date_gmt":"2018-04-11T12:13:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/?p=1912"},"modified":"2018-04-11T14:13:28","modified_gmt":"2018-04-11T12:13:28","slug":"responsabilita-medica-e-prova-del-nesso-causale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adriaticainfortuni.it\/news\/responsabilita-medica-e-prova-del-nesso-causale\/","title":{"rendered":"Responsabilit\u00e0 medica e prova del nesso causale"},"content":{"rendered":"<p>Con ordinanza n. 7044 del 21 marzo 2018 la Corte di Cassazione ha ulteriormente ribadito il <strong>corretto riparto dell\u2019onere della prova<\/strong> tra paziente e struttura sanitaria: <strong>il paziente deve provare il nesso di causalit\u00e0 tra il danno lamentato e la condotta commissiva\/omissiva del personale medico-sanitario; per contro la struttura sanitaria deve dimostrare la non imputabilit\u00e0 ovvero la imprevedibilit\u00e0 dell\u2019evento nonostante l\u2019ordinaria diligenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL CASO<\/strong><strong>: <\/strong>due coniugi citavano in giudizio l&#8217;azienda sanitaria locale ed alcuni medici operanti nella struttura per sentirli condannare al risarcimento del danno alla salute, in particolare per aver provocato gravi patologie cerebrali alla propria figlia, a causa del ritardo nell\u2019effettuare il parto cesareo e della sofferenza fetale che ne era conseguita.<\/p>\n<p>Nel merito la domanda veniva rigettata sulla scorta di quanto emerso in sede di consulenza tecnica d\u2019ufficio dalla quale era risultato che non era imputabile ai medici alcuna negligenza, imperizia o imprudenza n\u00e9 era riscontrabile un nesso causale tra le lesioni subite dalla piccola e la condotta dei medici.<\/p>\n<p>I coniugi pertanto ricorrevano per Cassazione in quanto il giudice di merito avrebbe invertito l&#8217;onere probatorio.<\/p>\n<p><strong>LA DECISIONE<\/strong><strong>: <\/strong><u>gli Ermellini hanno rigettato il ricorso, in quanto il Tribunale e la Corte d\u2019Appello non hanno operato inversione dell&#8217;onere probatorio<\/u> e, a tal proposito, hanno ribadito quanto precedentemente affermato dalla stessa Corte: \u201c <em><strong>in tema di\u00a0<\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/www.studiocataldi.it\/guide_legali\/contratto\/la-responsabilita-contrattuale.asp\"><em><strong>responsabilit\u00e0 contrattuale<\/strong><\/em><\/a><u> <\/u><em><strong>della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l&#8217;onere di provare il\u00a0<\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/www.studiocataldi.it\/guide_legali\/responsabilita_extracontrattuale\/il-nesso-di-causalita.asp\"><em><strong>nesso di causalit\u00e0<\/strong><\/em><\/a><em><strong>\u00a0tra l&#8217;aggravamento della patologia<\/strong><\/em><em> (o l&#8217;insorgenza di una nuova malattia) <\/em><em><strong>e l&#8217;azione o l&#8217;omissione dei sanitari<\/strong><\/em><em>, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, <\/em><em><strong>spetta alla struttura dimostrare l&#8217;impossibilit\u00e0 della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l&#8217;inesatto adempimento \u00e8 stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l&#8217;ordinaria diligenza <\/strong><\/em><em>(Cass. n. 18392\/2017. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con ordinanza n. 7044 del 21 marzo 2018 la Corte di Cassazione ha ulteriormente ribadito il corretto riparto dell\u2019onere della prova tra paziente e struttura sanitaria: il paziente deve provare il nesso di causalit\u00e0 tra il danno lamentato e la condotta commissiva\/omissiva del personale medico-sanitario; per contro la struttura sanitaria deve dimostrare la non imputabilit\u00e0 ovvero la imprevedibilit\u00e0 dell\u2019evento nonostante l\u2019ordinaria diligenza. 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